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domenica 25 dicembre 2011

A se stesso

Non agire mai contro la tua volontà, nè egoisticamente, nè senza un attento esame, nè trascinatovi da motivi opposti; non cercare di abbellire il tuo pensiero con affettazione. Non essere loquace nè troppo indaffarato. Fa' che il dio che dimora in te sia la guida di un vero uomo, maturo e rispettabile, di un cittadino, di un Romano... fermo al suo posto, pronto a lasciare la vita come chi non aspetta che il segnale della ritirata, senza giuramento nè testimoni, sereno nell'intimo e tale da non aver bisogno nè d'aiuto esterno nè della tranquillità che possono procurare gli altri.
Si deve stare ritti, non essere sorretti!

Marco Aurelio

giovedì 22 dicembre 2011

Romanitas




«Nel senato dell’epoca repubblicana e del quinto fino al primo secolo l’essenza nordica ha sempre dimostrato di essere la forza preponderante e determinante: audacia illuminata, attitudine dominata, parola concisa e composta, risoluzione ben meditata, audace senso di dominio. Nelle famiglie senatoriali, anzitutto nel patriziato, e poi nella nobilitas, sorse e cercò di realizzarsi l’idea del vero romano, come una particolare incarnazione romana della natura nordica. In tale modello umano valsero le virtù etiche di impronta nordica: la virilità, virtus, il coraggio, fortitudo, la saggia riflessione, sapientia, la formazione di sé, disciplina, la dignità, gravitas, e il rispetto, pietas… in più quella misurata solennità, solemnitas, che le famiglie senatoriali consideravano come qualcosa di specificamente romano».